Lavorazione oro e trasformazione in prodotto finito. Carati e titolo

Il processo di lavorazione oro implica diversi passaggi necessari per separarlo da altri metalli ed essere purificato.

Lavorazione oro. L’oro estratto dalla roccia non è puro, ma legato ad altri elementi come il rame, l’argento, lo zinco, il platino. Per cui è necessario sottoporlo ad una serie di passaggi di lavorazione oro per purificarlo. Uno di questi è l’affinazione, mediante il quale l’oro viene separato dal resto di altri materiali.

lavorazione miniera oro

C’è da dire che i diversi processi sono altamente inquinanti e pericolosi per gli operatori. Basti pensare che per produrre un anello d’oro vengono generati circa 3 tonnellate di rifiuti.

La lavorazione oro, in cui sono impiegate sostanze altamente nocive, tra le quali il mercurio, il cianuro, il piombo ed il cadmio, provoca la dispersione di elementi tossici nei terreni e nell’aria. In questo senso c’è molto impegno da parte delle aziende di estrazione, lavorazione e raffinazione dell’oro, nel cercare di migliorare e rendere meno pericolosi, per persone a ambiente, i processi di lavorazione oro che portano alla sua purezza.

Ma come viene considerata la purezza dell’oro?

La quantità di oro presente nella lega metallica viene definita “titolo”, che è espresso in millesimi. L’oro puro, detto oro fino, ha un titolo 999,9/1000 e viene utilizzato per la produzione di lingotti e monete. Per fare un esempio, la marcatura 750, tipica dei gioielli italiani, indica che l’oro è presente in proporzione di 750/1000, mentre i rimanenti 250/1000 sono costituiti da elementi di lega.

La presenza di oro può essere anche espressa in carati, indicati da un numero e una k. Un carato esprime una parte di oro su un totale di 24 parti di metallo costituenti la lega. Una lega d’oro di 24 carati significa che 24 parti di metallo su 24 sono formati d’oro: questo è dunque l’oro puro.

La caratura più diffusa in Italia è la 18k, che indica 18 parti d’oro e 6 di altri metalli, ed è la più utilizzata in oreficeria. L’oro a 24k è invece usato esclusivamente per la creazione di lingotti.

Volendo fare una correlazione fra carati e titolo, precisiamo che 24 carati corrispondono al titolo 999/1000 (cioè a 999 grammi d’oro su 1000 complessivi di lega), 22 carati a 916,7/1000, 18 carati a 749,25/1000, 14 carati a 582,75/1000 e 1 carato a 41,625/1000.

Le carature più diffuse sono 24, 18 e 14 carati. Da precisare che, nel caso dei 18 e 14k, per ottenere il loro valore monetario sono da considerare gli elementi di metallo che compongono la lega. Per esempio, un oro 18k con 6k di rame è meno prezioso di un 14k con 8k di platino.

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