Quali e cosa sono gli strumenti finanziari

Il termine “strumento finanziario” fa riferimento ai valori mobiliari, a tutti quegli strumenti del mercato monetario, ai buoni del tesoro, alle carte di credito e ai certificati di deposito; ne fanno parte anche i fondi comuni di investimento, i famigerati derivati (future, swap e contratti di opzione). Tutto ciò che riguarda i pagamenti invece non rientrano nella categoria degli strumenti finanziati.

Vediamo più da vicino alcuni degli strumenti finanziari più conosciuti:

Le obbligazioni, la faccia tranquilla dell’investimento. In genere vengono acquistate da chi vuole dormire sonni relativamente sereni, è bene capire che quando si ha a che fare con una qualsiasi forma di investimento il termine “rischio zero” non esiste. Le obbligazioni però ci vanno parecchio vicino, infatti pagano rendimenti, a volte, vicino allo zero. Un’altra cosa da sapere è che quando parliamo di mondo finanziario il termine rischio è abbinato al termine perdita. Più è alto il rischio e più sarà facile subire una perdita che, però, è diametralmente opposta al guadagno. Mi spiego meglio, se il rischio di un’operazione è definito alto sarà anche alto il rendimento ma nello stesso tempo anche la possibilità di perdere parte del capitale se non tutto. Ma di questa categoria non fanno parte le obbligazioni, ecco perché vengono definite un investimento tranquillo.

I fondi comuni d’investimento: amati dagli investitori che vogliono ottenere un rendimento più alto con un tasso di rischio moderato. Ciò è possibile dalla diversificazione che viene effettuata dal gestore del fondo. Un fondo raccoglie denaro da tanti piccoli (ma anche grandi, dipende dal fondo) investitori ai quali andranno delle parti del fondo stesso, a tali parti viene assegnato un valore come contropartita dell’investimento. Le parti possono essere tenute sino a scadenza oppure vendute a patto che ci sia un compratore.

I derivati: uno strumento finanziario davvero complesso. Arrivati sul mercato appena dopo l’anno Duemila si sono fatti spazio e hanno preso un posto centrale all’interno dell’intera economia globale. Come si capisce dall’etimo della parola “derivano” il loro valore da altri prodotti finanziari. Il bene primario ha una quotazione alla quale il derivato viene agganciato, infatti per questo motivo prende il nome di sottostante o, in termini più tecnici, di underlying asset.  In teoria il derivato potrebbe assolvere alla funzione protettiva di uno specifico rischio del mercato ma anche (e questo è in realtà ciò che succede) una funzione puramente speculativa. Detto in parole meno da addetti ai lavori il derivato scommette sull’andamento futuro della quotazione del prodotto al quale è agganciato. In pratica una scommessa su una scommessa.

Questi sono una piccolissima parte degli strumenti finanziari a disposizione di chi vuole avvicinarsi al mondo della finanza. Quello che si può asserire con certezza è che bisogna avere una minima cultura finanziaria prima di investire, che siano le tranquille obbligazioni o gli “arroganti” derivati. Fidarsi del proprio consulente va bene ma ogni investimento necessita una presa di conoscenza da parte dell’investitore.

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