Processi di recupero metalli preziosi: l’affinazione dell’oro

L’affinazione dell’oro è un particolare processo che viene eseguito da aziende specializzate nel settore, con la finalità di produrre metallo in purezza non inferiore al 99,5%, anche se c’è da dire che ci sono altri metodi che consentono di raggiungere purezze fino al 99,9%.

affinazione oro

Naturalmente è doveroso fare una piccola precisazione per quel che riguarda l’affinazione oro: se l’oro deve essere riutilizzato in azienda non occorre richiedere purezze così elevate, la cosa fondamentale è che a prescindere a cui ci si rivolge, vengano eliminate tutte le impurezze nocive.

Affinazione in proprio: lasciare fare agli esperti

Anche se il processo di affinazione è possibile eseguirlo da soli, occorre stare molto attenti in termini di sicurezza, perché è molto facile imbattersi in pericoli per sé stessi e per l’ambiente circostante: dunque meglio lasciarlo fare agli esperti del settore.

Durante la fase di lavorazione, sia gli acidi forti che tutti i prodotti chimici devono essere trattati con la massima attenzione e precauzione, basta una svista per apportare una serie di conseguenze non indifferenti.

Per poter estrarre l’oro dai vari materiali che lo contengono, i professionisti del settore, mettono in atto una serie di metodi e operazioni, alcuni che richiedono anche dei costi abbastanza elevati e che prevedono l’utilizzo di particolari apparecchiature.

Ad ogni modo, tra i metodi che maggiormente vengono utilizzati rientrano:

  • inquartazione;
  • processo elettrolitico;
  • processo con cella Fizzer;
  • processi di dissoluzione (acqua regia) e riduzione selettiva per via chimica;
  • processo Miller.

1. Inquartazione

Partiamo con l’illustrare il primo metodo. Esso consiste nel fondere gli scarti d’oro con il rame e/o l’argento. Si evince a chiare lettere che la quantità di oro presente è pari ad un quarto; da qui deriva dunque, il termine inquartazione. Pertanto, il risultato che ne consegue da questo procedimento è l’origine di una lega metallica che contiene una minor quantità di oro.

2. Processo elettrolitico

Questo processo permette una purificazione dell’oro pari al 99,9%. Mediante questa tecnica i metalli preziosi si separano mentre le impurità e i metalli non preziosi rimangono sul fondo della soluzione. La tecnica suddetta viene messa in atto quando bisogna estrarre l’oro da un minerale, ma visti i costi elevati, le aziende di piccole dimensioni preferiscono utilizzare un’altra metodologia quella dell’acqua regia.

3. Processo con cella Fizzer

Questo processo sostituisce quello menzionato in precedenza. Attraverso questo metodo la quantità di oro rimane nell’anodo mentre gli altri metalli presenti vengono separati. Dopo aver svolto questo primo passaggio ne segue un altro ancora, in pratica l’oro per poter essere lavorato deve subire un altro procedimento, quindi la soluzione precedentemente preparata viene filtrata cosicché l’oro possa depositarsi sul fondo ed essere pronto per subire un altro lavoro con l’acqua regia. Questo processo di affinazione deve essere eseguito da ditte specializzate.

4. Acqua regia

Solitamente questo metodo viene messo in atto dalle piccole aziende, il suo funzionamento è piuttosto semplice: è necessario un primo trattamento degli scarti in modo da ridurre l’oro in graniglia che poi a sua volta viene fuso in una miscela composta da acido cloridrico e acido nitrico, ovvero l’acqua regia.

Così facendo l’oro si scioglie. I fumi che si originano possono rivelarsi molto pericolosi se non si attuano le dovute precauzioni e a tal riguardo l’Italia così come molti altri Paesi hanno attuato delle normative in merito a questo argomento.

Ritornando dunque alla fase di lavorazione dell’affinazione dell’oro, dopo aver svolto dunque questo primo procedimento (lo scioglimento dell’oro) si passa ad altre fasi secondarie che hanno come obiettivo quello di filtrare la soluzione creata e fare il modo che l’oro si depositi sul fondo.

L’oro va lasciato riposare per una notte intera dopodiché verrà messo in un crogiolo per poi essere fuso in lingotti o in altre forme.

5. Processo Miller

Questo metodo di lavorazione è uno dei più utilizzati dalle grandi aziende e consiste nel fondere l’oro per mezzo del cloro gassoso.

Attraverso questa operazione dunque, ecco che la purezza del metallo può arrivare fino al 99,5% questo perché scorie e ogni genere di impurità verranno completamente eliminate.

Raggiungendo tale percentuale dunque, si possono realizzare diverse forme.

Si tratta di un metodo antico risalente al 1867, non è adatto per essere utilizzato dalle piccole imprese in quanto l’impiego del cloro gassoso implica problemi di sicurezza non indifferenti.

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